Archive for the ‘Mutui’ Category

Crisi italiane e crisi statunitensi

Thursday, July 31st, 2008


Come spesso scrivo, la crisi Europea è solo un riflesso della crisi USA.

Proprio per questo motivo bisogna precisare che in America la situazione è parecchio più drammatica che da noi.
Infatti oltre la crisi bancaria e del mercato finanziario si è aggiunto anche l’aumento del prezzo del petrolio e di conseguenza del prezzo delle merci.

Infine l’assenza di welfare state, porta i cittadini a vere crisi di vita, lasciando povertà e fame per le strade.
Dopo parecchi anni di dominio economico statunitense, ora è proprio arrivata la loro recessione economica.
E in vista delle elezioni di Novembre, chi vincerà si prenderà sulle spalle una grossa responsabilità.

Visto che l’aspetto finanziario ha avuto inizio con la crisi dei mutui subprime, nel sito banche.blogspot.com c’è un’interessante articolo con un grafico sull’andamento del mercato immobiliare.

Mark75 scrive che il mercato ha avuto un’impennata dei prezzi dal 2000 fino al 2006, quando è iniziato un rapido calo.
Con la crisi dei mutui infatti parecchie case sono state vendute all’asta ed in un quartiere come Orange Country dove prima un appartamento costava 500000 dollari, ora lo si può acquistare a 300000.
Il “blogger” precisa poi che addirittura c’è stato un tempo per la speculazione. Molti hanno comprato all’asta una casa e subito rivenduta ai prezzi “vecchi”.
Ciò significa che le banche ancora non hanno imparato la lezione, visto che significherebbe fornire un mutuo di 500000 dollari per una casa da 300000.

Mah…”il lupo perde il pelo, ma non il vizio!”

Comunque il calo dei prezzi è a mio parere un buon segno, significa che la linea dell’offerta, sta ricercando la linea della domanda per ricreare l’equilibrio perso.
Vedremo nei prossimi mesi (o forse anni) cosa accadrà.

Vi lascio con quest’interessante grafico commmentato proprio da Mark75:

Per ultimo, chiudiamo con il grafico degli indici dei prezzi delle case calcolati da S&P/Case-Shiller: le due linee più grosse sono gli indici compositi delle prime 10 e delle prime 20 città. Più sottili ci sono gli andamenti delle singole città. L’indice è calcolato ponendo il prezzo al gennaio 2000 pari a 100: si può notare che i prezzi sono più che raddoppiati (ed in qualche caso - come Los Angeles e Miami - quasi triplicati) in sei anni. È interessante notare come se è vero che negli ultimi mesi la caduta dei prezzi è stata sicuramente rapida, già a metà 2006 era iniziata la discesa.

I cdo e la crisi economica

Wednesday, July 30th, 2008


I Cdo non sono altro che obbligazioni strutturate.

Per essere più chiari sono dei pacchetti con un’obbligazione emessa dalla banca e con all’interno diversi debiti che cercano un investitore per coprirli.
Ma c’è un piccolo problema: all’interno contengono qualsiasi tipo di debito, anche i subprime.

Accade dunque che una banca che vuole dei finanziamenti emette questi Cdo cercando credito, promettendo di ripagare il tutto con relativi interessi.
Sicuramente essendo più debiti, alcuni fanno da tampone, ma quelli Subprime sono una vera spada di Damocle, infatti in caso di mancato rimborso la banca ci rimetterà i soldi investiti nel mutuato e i soldi da restituire all’investitore.

Il risultato è un rallentamento della finanza e una svalutazione di questi titoli e quindi anche del portafoglio delle banche.
Creando ulteriori problemi agli istituti di credito oltre a quelli già nati coi soli subprime.

Esistono tuttavia delle assicurazioni valutate con una tripla “A”, che in termini di finanza significa “garanzia”.
Ora però stanno facendo fatica anche loro a garantire questi debiti.
Dovessero non farcela, la crisi economica subirebbe un altro scivolone!!

Fonte Lamiaeconomia.blogspot.it,pattichiari.it

Banche italiane le più promettenti d’Europa

Wednesday, July 30th, 2008


Per quanto possiamo criticarle a quanto sembra le nostre banche sono le migliori in Europa.
A questo punto ci staremo chiedendo…chissà allora all’estero come son conciate.

Attenzione! Questa analisi non è stata fata in relazione al cliente, ma in relazione alla banca.
Ovvero si è valutato la qualità della banca, non il servizio erogato.
L’ EBR (European Banking Report) scrive:

Gli analisti e gli investitori internazionali promuovono le banche italiane. Nonostante le turbolenze che
agitano i mercati finanziari e la congiuntura economica non brillante, infatti, gli analisti delle maggiori
banche d’affari internazionali considerano le banche italiane tra quelle con le maggiori potenzialità di crescita
d’Europa, per tre motivi principali: la scarsa esposizione verso il mercato dei mutui subprime e verso gli
strumenti finanziari ad esso collegati; le rilevanti potenzialità di crescita del business retail che in Italia è
ancora sottodimensionato; l’opportunità di contenere ulteriormente i costi operativi dopo le recenti
operazioni di aggregazione. Restano però le incertezze dovute alla debolezza dell’economia reale italiana e al
peggioramento del clima di fiducia delle famiglie per via dell’aumento dei tassi di interesse e dell’inflazione.
Utili e redditività delle banche italiane, inoltre, restano ancora ridotti rispetto a quelli delle banche di altri
paesi.
A tracciare questo quadro, raccogliendo le opinioni degli analisti e degli investitori internazionali, è EBR -
l’European Banking Report creato dall’ABI – nel corso della presentazione dell’Osservatorio dei risultati
economici delle maggiori banche europee agli addetti ai lavori del credito e della finanza italiani e stranieri. “Le
caratteristiche peculiari del mercato bancario italiano – ha detto il direttore generale dell’ABI, Giuseppe
Zadra - rappresentano punti di forza che ci rendono attraenti per gli investitori esteri, come confermato
dalle valutazioni delle banche d’affari internazionali sulla crescita futura dell’industria bancaria italiana,
superiore a quello delle concorrenti europee”.

Riassumendo le banche italiane hanno opportunità di crescita, ma sono frenate dalla crisi economica italiana e la sfiducia sui mercati.
Vorrei però precisare una cosa:
Sicuramente la bassa esposizione ai Subprime in questa crisi ha poco esposto il nostro sistema bancario, ma è anche vero che permettendo qualche prestito in più, forse anche la crisi economica aveva meno impatto sui cittadini o più precisamente sulle imprese.

Fonte Abi.it

La crisi dei mutui? L’inizio di una nuova era!

Tuesday, July 29th, 2008


La crisi dei mutui? Solo l’inizio di nuova era.
Tremonti ha così risolto il problema di questa crisi.

La nuova era che sta arrivando ha portato con se tutto questo scompiglio ed ha rivoluzionato il mondo finanziario.

”la crisi attuale e’ una manifestazione fuori dai tipici schemi capitalistici’, siamo di fronte a un fenomeno che non si puo’ ridurre solo alla speculazione a all’inflazione ma e’ un fenomeno molto piu’ complesso”.

”Se c’e’ un caso in cui la mano invisibile non si vede - ha ironizzato Tremonti - e’ proprio quella attuale, tant’e’ che e’ stato necessario un intervento della mano pubblica”.

”quello che sta succedendo non e’ la fine del mondo, ma la fine di un mondo. E il mondo che verra’ - ha concluso - sara’ migliore e piu’ normale di quello geroglifico, immaginario, nozionistico e immorale che c’e’ stato fino a qualche tempo fa”

Se il mondo nuovo è quello del precariato, dei “bamboccioni”, della quarta settimana e della paura del domani…bhè forse era meglio il vecchio.

Tremonti a mio parere ha ragione nel dire che la mano invisibile sta agendo, ed insieme a quella pubblica ci sta portando verso il futuro, ma per chi non arriva alla fine del mese, queste mani sono solo schiaffi.
Sente piuttosto la fatica e lo sforzo per poter mandare i propri figli a studiare, per cercare di non rimanere sotto un ponte e dover pagare l’affitto o il mutuo e la fatica per non farsi tagliare la luce.
Ai tempi di Smith le cose erano piuttosto diverse, ogni epoca ha avuto le sue rivoluzioni, ora a noi tocca questa.

Per rimanere in tema “apocalisse”, vorrei dire che sicuramente non è la fine del mondo, ma la fine di un mondo, quello che però ha terrorizzato gli uomini è la fine in della terra….ma la fine di sè stessi in tutti i sensi.
Ed ora quello che fa paura in questa svolta è proprio che fine si farà.

Fonte ilmutuo.myblog

Sostituire la firma del notaio con quella dell’avvocato

Tuesday, July 29th, 2008


Per la surroga dei mutui servirebbe la firma di un notaio.
I suo costi li conosciamo (alti), ecco perché alcuni avvocati si stanno battendo per poter lasciare il permesso anche a loro di autenticare quella firma al posto del notaio.

Sicuramente gli avvocati si troverebbero con maggior lavoro, ma la convenienza verrebbe anche a nostro favore, visto anche una probabile gratuità della prestazione erogata, stando alle dichiarazioni fatte.
La legge deve passare in Senato e quindi diventare legge.

Surroga.net
riporta la dichiarazione di Michelina Grillo presidente dell’Oua (Organismo Unitario dell’avvocatura italiana).

“La nostra iniziativa – appoggiata dagli Ordini territoriali e dalle Unioni - continua a riscuotere consensi e a raccogliere l’attenzione trasversale delle forze politiche di maggioranza e opposizione.

La prova ulteriore di questo clima è il recepimento da parte del Governo giovedì scorso di un ordine del giorno presentato dal senatore Stiffoni, cui va il merito di aver fatto condividere al Governo questa battaglia, comprendendone le motivazioni e riconoscendo le competenze professionali degli avvocati italiani, troppo spesso ingiustamente mortificate”.

“Ora - ha aggiunto Grillo -chiediamo all’esecutivo di trasformare al più presto questa raccomandazione in atti concreti, estendendo agli avvocati la possibilità di autentica delle firme. Confermiamo, inoltre, la disponibilità a prestare i nostri servizi professionali gratuitamente rinunciando all’onorario sull’autentica delle firme per le surroghe delle ipoteche, dando così il nostro contributo a sostegno di centinaia di migliaia di famiglie italiane contro il carovita sui mutui. Chiediamo poi che gli avvocati italiani siano a buon diritto inseriti nel novero dei soggetti abilitati alla trasmissione telematica degli atti, e quindi anche all’autentica sui trasferimenti di quote delle Srl”.

Il Senatore Stiffoni ha poi aggiunto:

“sta interessando circa 350.000 famiglie italiane, che hanno difficoltà nel pagamento regolare delle rate del mutuo contratto per l’acquisto della prima casa; sono stati avanzati recenti richiami da parte della Comunità europea allo Stato italiano, finalizzati all’approvazione di misure dirette alla semplificazione nel trasferimento degli immobili ed anche l’Autorità garante della Concorrenza si e’ espressa in tal senso”.

Ed ha continuato dicendo che:

“e’ stata, nei fatti, limitata nella sua portata, a causa dei costi ingenti per gli onorari notarili; sarebbe auspicabile abolire alcune restrizioni poste dalle normative in materia di servizi professionali, al fine di promuovere la concorrenza e migliorare il rapporto qualità-prezzo, per offrire ai consumatori e alle imprese servizi di piu` alto valore e maggiori occasioni di scelta. Un passo avanti in tal senso verrebbe offerto consentendo ad altri soggetti la possibilità di autenticare le firme in caso di mutuo, apertura di credito o altri contratti di finanziamento, impegna il Governo: a valutare la possibilità di estendere anche ad altri soggetti la possibilità dell’autenticazione della sottoscrizione degli atti e delle dichiarazioni aventi ad oggetto la costituzione e la modificazione dei diritti sui beni immobili al fine dell’erogazione dei finanziamenti”.

Ora speriamo che la legge passi anche al Senato e diventi legge ufficiale.
Sarebbe un passo avanti per far calare i prezzi notarili, che solitamente hanno alti prezzi.
D’altra tutti sappiamo che la concorrenza (non spietata, ma ponderata) porta al miglioramento della qualità del servizio ed un abbassamento del prezzo del prodotto.
Vedremo i seguiti della vicenda.

Falliscono altre due banche negli USA

Sunday, July 27th, 2008


La crisi finanziaria si fa sempre più grave ed altre due banche negli Stati Uniti hanno dichiarato Bancarotta.
La First National Bank of Nevada e la First Heritage Bank.

Con queste due banche sono 7 i fallimenti registrati quest’anno negli USA.
Purtroppo con la crisi dei mutui le banche non riescono a trovare il credito necessario per portare avanti la propria attività e coprire le gravi perdite dovute ai mutui subprime.

Sicuramente in Europa stiamo vivendo una forte crisi economica, ma negli Stati Uniti la morsa sta diventando insopportabile.
Ogni giorno si sentono notizie peggiori.
I pesci piccoli falliscono e muoiono nelle fauci della grande crisi finanziaria mondiale.

Speriamo che in Europa questa crisi non raggiunga i livelli degli USA, ma che tenga un equilibrio come lo è stato fino ad ora.
Un fallimento delle banche a catena è sicuramente l’inizio di una grossa crisi finanziaria, che potrebbe portare il paese in un notevole stadio di regressione economica.

Fonte Ilsole24ore